di: Comune di Verbania

Parco Nazionale Val Grande

Il paradiso ritrovato

Piazza Pretorio, 6 - Vogogna

Per secoli le sue gole, i suoi alpeggi, i suoi passi e i suoi dirupi sono stati lo scenario di quella “civiltà della fatica” che le popolazioni delle valli alpine hanno interpretato convivendo con ambienti aspri e incantati, quando il diritto di pascolo valeva quanto quello della vita.

Durante la Seconda Guerra Mondiale divenne il rifugio della Resistenza al nazifascismo, pagando un immenso tributo di sangue, poi, nel Dopoguerra, venne dimenticata dall’uomo. I figli dei montanari scesero a valle a lavorare nelle fabbriche e la natura tornò a impossessarsi completamente della Val Grande.

Oggi la Valle è diventata un Parco nazionale, si tratta della zona selvaggia protetta più grande d'Italia e delle Alpi. Si estende su di un'area di circa 15.000 ettari e comprende oltre alla Val Grande, alcuni territori della Valle Intrasca, della Val d’Ossola (la sede è ospitata a Vogogna), della Valle Vigezzo e della Valle Cannobina.  Presto i suoi confini si estenderanno arrivando ad includere anche Verbania: un parco in città, una città nel parco!

Attraversare la Val Grande richiede perizia escursionistica e conoscenza del territorio, ma è come un viaggio in una civiltà scomparsa. La natura rigogliosa ha riconquistato i suoi spazi, le montagne rocciose e dai ripidi pendii che la circondano, la preservano dall’inquinamento luminoso e anche i segnali radiotelefonici faticano a penetrarvi. Al suo interno sono comunque visibili le tracce della presenza umana dei secoli passati: alpeggi, mulattiere e terrazzamenti, che si sono trasformati in "Wilderness" e nei silenzi incontrastati tipici dei luoghi nei quali l’uomo torna ad essere uno spettatore rispettoso del creato.

Caratteristica e attrattiva del Parco è la ricchezza della flora e della fauna. La vegetazione presente varia dai boschi di latifoglie, tra cui molti castagni, tipici della parte più bassa della Valle, ai faggi che ricoprono i pendii della parte alta. Non mancano, anche se in numero minore, anche i boschi di conifere, soprattutto di abeti, rosso e bianco

Salendo di quota, gli alberi si diradano per lasciare spazio agli arbusti e alla tipica prateria alpina dove si possono trovare l'aquilegia alpina e il tulipano alpino, tra le specie botaniche più interessanti e rare.

Alzando gli occhi verso i ripidi pendii, allontanandosi un po' dai pochi centri abitati, non è difficile avvistare camosci, caprioli e cervi. I più fortunati, oltre al gallo forcello e al merlo acquaiolo, potranno avvistare nell'azzurro del cielo anche l'aquila reale.

L'area del Parco Nazionale della ValGrande è di grande interesse anche da un punto di vista geologico, grazie alla presenza di rocce metamorfiche, con l’affioramento di pietre che normalmente si trovano a elevate profondità della crosta terrestre.

La presenza di centri visita alle porte del Parco consente a tutti di scoprire, anche attraverso facili percorsi, il tesoro naturale custodito all’interno. 

Fra i primati che conta la Val Grande vi è il fatto di aver visto nascete la prima Riserva naturale integrale delle Alpi, quella del massiccio roccioso del monte Pedum, nel 1967. Il Parco Nazionale Val Grande fu invece istituito ufficialmente il 2 marzo 1992. 

Da segnalare che nel 2015 il Parco nazionale della ValGrande, unendo gli sforzi con il Parco della Valle Sesia, è entrato a far parte dell'UNESCO Global Geoparks.

Alla Val Grande è dedicato il film di Emanuele Caruso “A riveder le stelle”.

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