Ore 21:00 / Durata 2 ore
Venerdì 20 novembre 2026 ore 21
TRITTICO
Aterballetto - Fondazione Nazionale per la Danza
PRELUDIO
PRELUDIO è una creazione per 5 interpreti costruita attorno ad alcuni dei più intensi poemi e brani del cantautore australiano Nick Cave, uno dei più grandi esponenti del Post Punk. In questi suoi poemi Cave affronta l’intreccio tra temi come l'amore, il “credo”, la dipendenza, l'ossessione e la perdita intersecandosi tra di loro come se stesse raccontando una storia, un vissuto che può essere percepito da tutti tramite il suo uso delle note o del tono di voce. La sua forza è che non è indispensabile capirne completamente il contenuto o la risorsa di ispirazione per poter “sentire” e “farsi sentire”. Tramite la sua opera Cave sostiene che non dovremmo andare a teatro, a un concerto, a un museo, per comprendere, ma per porci delle domande e per arricchire noi stessi, per analizzare noi stessi. In uno dei suoi poemi che compare come secondo brano nel mio lavoro ho trovato la domanda che volevo pormi per questa creazione: MAH SANCTUM (il mio credo). In cosa credo? Credo nel “corpo”, credo nella sua fragilità e forza, nel suo limite e nella sua espansione, nella sua capacità di cambiamento e costante trasformazione, credo nella sua contemporaneità, ma anche alla sua capacità di continuare a provare quelle emozioni che ci sono state tramandate; credo nella sua violenta bellezza e spaventosa fragilità. In questo lavoro ricerco soprattutto su queste ossessioni, compulsioni, dipendenze, contrasti trasformando i corpi dei 5 danzatori non in uomini e donne, ma in stimoli emotivi; stimoli che sono partecipi di poemi scritti dei quali basterebbe comprenderne il fatto che non si concludono lì sulla scena.
PRELUDIO è la mia preghiera profana, la mia lettera d'amore al corpo, il mio credo di oggi.
Coreografia Diego Tortelli | Musica Nick Cave | Luci Carlo Cerri | Assistente alla coreografia Casia Vengoechea
DOPPIOGIOCO
DOPPIOGIOCO è un pezzo coreografico per 8 interpreti, ambientato in un campo da basket trasformato in spazio performativo. La scena è definita da uno spazio nero attraversato da segni bianchi che delimitano il campo, con un pallone da basket e due canestri come unici elementi scenografici. Il lavoro è attraversato da un forte dualismo musicale tra musica classica contemporanea e hip hop, che si intrecciano e si contaminano. La coreografia prende spunto dal gesto sportivo per rielaborarlo in chiave fisica e relazionale, generando dinamiche di gruppo e di coppia in continua trasformazione tra competizione, alleanza e disgregazione.
Coreografia Philippe Kratz | Drammaturgia e scene Fabio Cherstich | Musica Jekab Janacevskis, Soundwalk Collective, Pusha T e altri | Costumi Patricia Villirillo
SOLO ECHO
Solo Echo si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e alla poesia "Lines for Winter" di Mark Strand. Come nella poesia di Strand, Solo Echo invoca l'inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull'accettazione e la perdita.
Coreografia Crystal Pite | Musica Johannes Brahms | Set Design Jay Gower Taylor | Costumi Crystal Pite & Joke Visser | Luci Tom Visser | Staging Eric Beauchesne | Creazione nata per Nederlands Dans Theater
(9.2.2012, The Hague) - Riallestimento per CCN|Aterballetto (2025)