di: Comune di Verbania

Maggiore_Danza 2026/2027

Giovedì 6 maggio 2027 ore 21

THE WALL_DANCE TRIBUTE

MM Company


La rockstar Pink si presenta al pubblico protetto da un muro emotivo, frutto dell’isolamento, della rabbia, della frustrazione. In un primo flashback richiama alla memoria gli episodi dell’infanzia che più lo hanno segnato, i primi mattoni alla base del muro: la morte del padre soldato; le paure trasmesse da una madre che esaspera il naturale istinto di protezione; le umiliazioni di una consuetudine educativa che deride e mortifica ogni manifestazione di individualità, personificata da un maestro crudele che sfoga sugli alunni la propria frustrazione. La vicenda prende successivamente forma in un’alternanza di piani narrativi e temporali che rappresenta metaforicamente il caos che governa la mente del protagonista. Pink è adulto, è un’affermata rock-star, ma i fantasmi del passato si ripresentano a turbare un’esistenza all’apparenza invidiabile. Il fallimento del matrimonio affonda le radici in un passato di instabilità: freddezza e distacco, le prime armi di difesa messe in campo, non fanno che esasperare il divario tra realtà e allucinazione. Con voce sommessa Pink si congeda dal mondo crudele, ormai al sicuro dietro il suo muro. Intrappolato in una gabbia di dolore ed emozioni represse, Pink tenta di ristabilire il contatto con il mondo là fuori. I pensieri si rincorrono confondendo presente e passato, le ferite si riaprono: la personalità inquieta si confronta con la realtà e l’unica difesa possibile resta ancora il totale, catatonico abbandono alla completa impermeabilità alle emozioni. Ma lo show deve andare avanti, a discapito di tutto: Pink è di nuovo sul palco, di fronte alla folla che lo acclama. Nel culmine del delirio autoreferenziale riveste i panni di un dittatore, da vittima si trasforma in carnefice e restituisce al mondo le ingiustizie che crede di aver subito. Un residuo barlume di umanità lo porta tuttavia a interrogarsi sui motivi che lo hanno spinto all’isolamento e alla conseguente alienazione. Nella prigione della sua mente Pink è pronto al processo: al banco dei testimoni i metaforici mattoni del muro (la madre, il maestro, la moglie), a sostenere l’accusa di avere dimostrato “sentimenti di una natura quasi umana”. Il verdetto della giuria è inappellabile: accettare di far parte della comunità umana e di relazionarsi con i propri simili. Il boato del muro che crolla sovrasta finalmente il frastuono dei pensieri di Pink, deciso ad affrontare la paura, il dolore e a superare le barriere emotive. Tornare alla vita è un’audace scelta di maturità sociale, laddove la completa disconnessione dalla realtà rappresenta un inutile tentativo di fuga che potrebbe rivelarsi non tanto un fallimento, quanto fonte di pericolose degenerazioni.

Coreografia Michele Merola | regia Manuel Renga | musica Pink Floyd | regia video Fabio Massimo Iaquone | drammaturgia Emanuele Aldrovandi | luci Gessica Germini | costumi Nuvia Valestri | attore Jacopo Trebbi | danzatori Filippo Begnozzi, Mario Genovese, Paolo Giovanni Grosso, Aurora Lattanzi, Fabiana Lonardo, Federico Musumeci, Giorgia Raffetto, Alice Ruspaggiari, Diletta Savini, Nicola Stasi, Giuseppe Villarosa | produzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Ravenna Festival,

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