di: Comune di Verbania

Maggiore_Danza 2026/2027

Mercoledì 21 ottobre 2026 ore 21

BRIDES OF GOD _nuova produzione / CANTATA PROFANA

EgriBiancoDanza


Mercoledì 21 ottobre 2026 ore 21

BRIDES OF GOD _nuova produzione / CANTATA PROFANA

EgriBiancoDanza

in memoria di Aliyamma Puthiyedom

Dopo un periodo di residenza e ricerca tra l’India e l’Italia, Raphael Bianco, insieme alle danzatrici della Compagnia EgriBiancoDanza, presenta una creazione ispirata al patrimonio della danza classica indiana. Il lavoro prende avvio dal tema, oggi oggetto di rilettura critica, delle Devadasi, figure storiche di donne consacrate alla danza e al divino, dedicando anima e corpo all’arte, alla comunità e alle divinità: per indagare la dimensione interiore di un sapere corporeo tramandato nei secoli e profondamente radicato nella dedizione e devozione all’arte della danza e alle divinità nella clausura dei templi: attraverso una grata immaginaria le devadaasi scrutano un mondo a loro proibito. La coreografia si sviluppa in una dimensione onirica e visionaria, rivela desideri, paure e tensioni interiori. Un rituale liberatorio, che scardina un rigoroso mantra danzato, e libera, nel tempo della notte, le verità nascoste nei corpi, sino all’alba e all’ascesa al tempio dove ritrovare la devozione per il divino: unico ed eterno padrone

Ideazione e coreografia: Raphael Bianco | Consulente alla drammaturgia e coach danza classica indiana bharatanatyam: Antonella Usai | Assistente alla coreografia: Vincenzo Criniti | Musica live: Cristina Mercuri | Voce: Antonella Usai | Scene: Massimo Voghera | Danzatori: Compagnia EgriBiancoDanza

CANTATA PROFANA: IL CERVO FATATO

Creazione di Raphael Bianco dedicata a Susanna Egri e presentata per la prima volta il 18 febbraio 2026 come dono artistico per il suo centesimo compleanno. Ispirandosi alla potente Cantata Profana dei 9 cervi fatati di Béla Bartók basata su un’antica leggenda transilvana, Raphael Bianco ne scandaglia simbologia e drammaturgia concentrandosi sul rapporto fra padre e figlio rimodulando alcuni elementi del libretto e discostandosi dal binomio uomo-natura caro a Bartók. Già nella stessa partitura di Bartók gran parte della Cantata è un dialogo appassionato e doloroso fra il padre (Baritono) e figlio (Tenore).

Raphael Bianco reinterpreta il confronto fra padre e figlio dove il modello paterno viene abbandonato in nome di un desiderio di libertà ed emancipazione, dove la natura stessa del figlio si rivela incompatibile con la visione del padre.

La Cantata Profana è un inno non solo al rispetto della natura, ma alla libertà e all’emancipazione.

Serve aiuto?

Scrivici per domande, feedback, info

Scrivi